Caro Giorgio Delle Donne ,
Non sono d' accordo con te e il tuo articolo offre spunti interessanti per rispondere. Ovviamente alcune delle cose che dici sono vere e giuste ma le usi per un discorso generale poco costruttivo. L' approccio generale del tuo intervento su “Stranieri a Firmian” tradisce, mi spiace dirlo, una superficiale conoscenza del fenomeno migratorio che sfugge ai nostri vecchi schemi , “italiani -tedeschi”. Lo scopo dell' articolo è poi sostanzialmente dimostrare che la sinistra, compresa la mia, non è credibile quando denuncia le tesi xenofobe e pericolose degli “imprenditori politici della paura” perchè starebbe con la cattiva Svp e tacerebbe quindi nei confronti dell' etnocentrismo sudtirolese. Ti sbagli: noi non abbiamo mai taciuto di fronte a scelte politiche culturali e sociali sbagliate. La “nostra” presenza è un piccolo e purtroppo debole anticorpo rispetto a quello che potrebbe essere questa terra se la tenaglia fra etnocentrismo populista sudtirolese e destra leghista e unitalica si chiudesse. Un incubo.
Ho lavorato molti anni a contatto quotidiano con il fenomeno migratorio e mai ho pensato- da buonista- che l' immigrazione sia una passeggiata. Non lo pensano neppure gli immigrati, credimi. Non accusiamo stoltamente le persone di essere razziste ma accusiamo duramente chi fomenta le paure, chi lucra su di esse e per un pugno di voti avvelena il nostro futuro. Non abbiamo mai taciuto di fronte alle discriminazioni per legge fatte dalla nostra Giunta Provinciale quando per rincorrere i Freiheitlichen ha creato limiti e impedimenti agli immigrati nell' accesso alla casa, o quando discrimina le giovani generazioni figli di immigrati nell' accesso alle borse di studio universitarie.
E' evidente che negli ultimi 20 anni c'è stato un tentativo di far gestire alla componente “italiana” la questione migratoria. Ma non tutto deriva da un perfido e geometrico disegno e non tutto per fortuna è già scritto. La dinamica sociale è un po' più complicata e allora è evidente, dal punto di vista sociologico, che gli immigrati si concentrino prevalentemente nelle città, più “italiane”, dove ci sono più attività economiche e più servizi. Così come è evidente che i lavoratori immigrati avendo meno risorse economiche fanno domanda di casa Ipes e non hanno la villa a Gries. Sono d' accordo che in un quartiere come Firmian (o ancor di più Casanova ) ci voglia un grande investimento sociale, che costruire solo case e metterci dentro famiglie senza pensare socialmente è una follia. Questo l' hanno denunciato più volte anche gli operatori sociali. Ma il paragone indotto dalla Lega fra presenza di immigrati e aumento di microcriminalità è basato sul nulla, anzi sulla malafede dolosa. Così anche i dati nazionali dell' ex Ministro Amato che citi sono fuorvianti perchè comprendono anche i reati commessi da irregolari che a loro volta sono colpiti spesso da misure relative solo alla loro condizione giuridica ( per esempio il reato di ingresso clandestino ).
Cose che non c' entrano nulla, virgola, nulla con Bolzano e Firmian.
Per quanto riguarda le scuole è evidente che una maggior presenza di bambini e ragazzi con diversa provenienza possa essere un elemento di fatica per la scuola. Ma non è una condanna. Mia figlia frequenta una scuola pubblica in un quartiere popolare e mi auguro che dall' incontro con tante persone e esperienze possa crescere diversamente da chi, sudtirolesi o “intellighenzia” di sinistra , manda i figli alle scuole private. Servono più risorse per la scuola pubblica piuttosto che finanziare scuole private “ immigrati free”.
In definitiva caro Delle Donne, nessun buonismo, ma realismo. Nessun silenzio, anzi alzare la voce perchè da come gestiamo il fenomeno migratorio dipende il nostro futuro. Nessuna assoluzione verso la Svp e i suoi esponenti etnopopulisti ma non arretrare di un millimetro di fronte alla Lega. E poi anche orgoglio e speranza di riuscire ad affrontare i problemi come comunità bolzanina. Insieme anche a quel 10 % di immigrati, nostri concittadini di Bolzano, ormai stranieri solo nelle nostre teste. Forse il tuo articolo sarebbe stato più credibile, e io mi sarei risparmiato una risposta, se come intellettuale e storico di prestigio fossi intervenuto tu, prima di Margheri, nel denunciare le campagne di odio della Destra leghista italiana. Ma non ho sentito nulla. Peccato.
Luigi Gallo
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